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In ricordo di Franca Sozzani

Ad un anno dalla scomparsa della celebre Franca Sozzani, i suoi più cari collaboratori, amici, fotografi la ricordano attraverso una storia che la rivive a 360 gradi.

Nonostante i rapporti alti e bassi, dettati dalla personalità forte di lei che mascherava però dolcezza e grazia Giorgio Armani, stilista, la ricorda oggi con estrema ammirazione e dolore. Forte la mancanza della inconfondibile capigliatura bionda che padroneggiava tra le prime file del teatro Armani, presente ad ogni sfilata e debutto. Lei “la contraddittoria” la chiamava, incarnava le regole e le buone maniere dell’alta borghesia milanese e al contempo manifestava pensieri eccentrici. Aveva un occhio infallibile. Regina nel scoprire i nuovi talenti. E proprio per questo Giorgio la rincorda con estrema ammirazione.

Silvia Venturini Fendi, Designer,  ricorda il viaggio in Arabia Saudita a scopo benefico  dedicato alle donne: “Jeddah Vogue Fashion Experience”. La Sozzani la esortò a partecipare per dimostrare, insieme alle altre partecipanti donne, che le stesse possono firmare il cambiamento diventando portavoce del rinnovamento della moda. Per la prima volta la manifestazione infatti si aprì a livello internazionale e durante l’evento oltre a parlare di moda, ricorda Silvia, si discusse sulle donne, sull’imprenditoria femminile e libertà creativa. A quei tempi Franca già combatteva il suo cancro ma come una “guerriera” mascherava il dolore e proclamava i suoi ideali ed obiettivi. Una donna invincibile che lasciò il segno a quell’evento. Pochi mesi dopo il suo ritorno a Milano si venne a sapere che alle donne arabe venne permesso di guidare la macchina ed uscire senza la presenza di uomo. Tutto questo avvenne anche grazie al loro contributo.

La conoscenza tra la stilista Alberta Ferretti e Franca Sozzani risale agli anni 80 quando Franca era ancora direttore della rivista Lei. All’epoca le due ragazze si piacquero subito e vissero momenti bellissimi insieme. La designer la ricorda in particolar modo per il primo viaggio a NY quando Silvia ancora inesperta chiede consiglio a Franca la quale le suggerì l’indirizzo di una sua amica senza svelarne il nome. Una volta raggiunto l’indirizzo ed il piano indicato, vide di fronte a lei un grande quadro di Giorgio Armani una volta che le porte dell’ascensore aprirono. “Pensavo di aver sbagliato posto”, disse. In realtà Franca sapeva quanto io ammirassi lo stilista ed ogni volta che penso a lui ricorda anche l’amica scomparsa e la buffa storia.

Per Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti rispettivamente Designer e Cofondatore di Valentino, ricordare Franca è sempre un dolore. Fu sempre stata una cara amica quasi sorella soprattutto negli ultimi mesi della sua vita quando la malattia era sempre più aggressiva. Entrambi trascorrevano con lei molto tempo; telefonate, messaggi durante la degenza in ospedale. Cercavano di farle coraggio anche se non ne aveva bisogno. Furono anni i loro, di forte amicizia scanditi anche da profondi litigi a volte. Anche se Vogue non ha riservato loro il posto che desideravano, la presenza di Franca alle loro sfilate era sempre garantita. La vita li riuniva e per questo il legame era solido. Sempre pronta ad aiutare il prossimo a consigliarlo e sostenerlo. Per questo motivo soprattutto manca molto ad entrambi.

Karl Lagerfeld, Designer, ricorda in particolar modo la cena dello scorso anno al Ritz insieme a Franca quando era ancora solare e bella nonostante la sua malattia. Poche persone sapevano che quella fu l’ultima apparizione a Parigi per lei. Nessuno sapeva che dietro le quinte ad attenderla c’era una sedia a rotelle per aiutarla a camminare in quanto le forze erano sempre minori. Anna Wintour aveva organizzato tutto nel migliore dei modi. Nonostante tutto lei insistette nel fermarmi a Parigi, ricorda Karl, dopo la tratta di Milano e Londra. Una forza ineccepibile, uno sforzo enorme che commosse tutti.  Occhi azzurri e capelli dorati con boccoli che le incorniciavano il viso minuto. Questo quadro è quello che voglio ricordare di Franca, commenta Karl.  Lei non era solo la talentuosa capo redattrice di Vogue Italia, ma per molti come lui un’amica insostituibile.

Infine il fotografo Paolo Roversi, che collaborò in più occasioni con Franca e con la rivista Vogue, ricorda la serietà della donna e del suo modo di concepire il lavoro durante il quale però non mancavano scherzi, batture e risate. In particolare un episodio torna alla sua mente intenerendolo. Mentre guardava un intervista fatta a Franca nel suo ufficio si intravedeva la scrivania, una serie di copertine di Vogue ed alcune delle immagini più belle del giornale. Tra queste riconosce un “inside joke”: un autoritratto da lui firmato che ritraeva la donna vecchia con mantellina e cuffia. Molte volte infatti, quando consegnavo dei lavorio inserivo sempre degli scatti che non rientravano in quel mood ma che andassero oltre, commenta il fotografo. Il suo ritratto fu uno di quelli.

Nonostante l’amicizia forte consolidata nel corso degli anni, Paolo ricorda questo episodio come una delle dichiarazioni di complicità e dolcezza che abbia mai vissuto.

Laura Savini

About Laura Savini

Laura Savini, nasce a Roma il 10 aprile 1984. Studia lingue dalle scuole superiori, e sceglie di laurearsi in lingue e culture moderne nel 2012. Da sempre attratta dal mondo dello spettacolo e moda, segue un master in comunicazione e moda presso l’accademia romana di costume e moda e raggiunge l’obiettivo prefissato: product manager per eventi. Dal 2013 infatti, collabora per il fashion system attraverso una start up romana, che le permette di conoscere una realtà da sempre sognata. Dai piccoli designer ai pilastri della moda italiana, seguendo passo a passo le produzioni di un grande evento. Viaggia per lavoro dividendosi tra Milano, Firenze, Roma, Cannes, Ginevra…… Casting, fitting, coordinamento backstage e regia sono le attività che svolge quotidianamente. Stella Jean, Au jour le Jour, G. Colangelo, San Andrès, A.Bratis, C. Pellizzari, i giovani; John Richmond, Chopard ed il re del fashion system italiano Giorgio Armani, i grandi con i quali ha collaborato fino ad oggi. “ Credere per riuscire”, il motto che l’accompagna da quando ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda. Ma Laura, non è solo event manager; dopo otto anni di collaborazione in una gioielleria romana, inizia per hobby a realizzare una piccola capsule collection di articoli handmade creati con materiali eco, riciclati e pietre dure. Da Hobby a lavoro, i suoi articoli vengono apprezzati e acquistati tramite un e-commerce dedicato . Inizia una piccola distribuzione sul territorio romano, con un obiettivo preciso: vendita ad ampio raggio…..La speranza e la voglia di creare non finisce mai, basta crederci! Per finire, la passione per la scrittura. Fin da piccola, si cimentava nella scrittura di storie, racconti, favole ed oggi scrive articoli per web magazine. La prima collaborazione arriva con la testata "d-moda" e "gp magazine"…..e non intende fermarsi!

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