Elisabetta Rogai dipinge dall’età di nove anni e la sua prima personale si tiene nel 1970, ha inoltre legato il suo nome a varie esposizioni di livello nazionale e internazionale. Le sue opere fanno parte delle più importanti collezioni private internazionali.

Le opere di Elisabetta Rogai uniscono diversi aspetti del made in Italy (arte, vino e cultura) presentati in un modo fuori dagli schemi e lontano da ogni stereotipo.

Dire che il vino invecchia solo nelle cantine, matura nelle botti grandi e piccole e si affina nelle bottiglie suona ormai riduttivo. Oggi infatti il nettare dionisiaco può evolvere anche sulla tela di un pittore, è diventata una realtà, con un nome ben preciso, EnoArte. Con esso si identifica una tecnica pittorica realizzata con il vino e che fa capo alla pittrice fiorentina Elisabetta Rogai. Diversi artisti hanno tentato di fare altrettanto, ma Elisabetta, nel 2010, è la prima che, grazie ad una tecnica mai applicata prima e registrata a suo nome, messa a punto presso uno dei laboratori scientifici dell’Università di Firenze, è riuscita nell’intento.

La paternità dell’idea del dipinto che invecchia deve essere però indiscutibilmente attribuita ad Oscar Wilde che ne fece il soggetto del celeberrimo romanzo Il ritratto di Dorian Gray. Una trasformazione romanzata che oggi è materialmente visibile sulle tele di Elisabetta. Gli ostacoli tecnici rilevati in passato, quali, la densità del vino, la volatilità dell’alcool, la limitata tavolozza dei colori a disposizione, l’esigenza di limitare i lavori a tele di piccole dimensioni, sono stati tutti superati. I quadri wine made sono realizzati su normali tele di canvas con l’uso esclusivo di vini rossi (tranne il primo tratto di fusaggine di vite/carboncino per delineare le figure), senza aggiunta quindi di altri componenti. L’altra innovazione risiede proprio nel processo d’invecchiamento del vino utilizzato per dipingere.

Grazie alla nuova tecnica di fissaggio naturale adottata dalla Rogai, i colori non sbiadiscono oltre una certa soglia. Dunque il vino invecchia sulla tela passando dai colori tipicamente giovanili (violacei, melanzana, porpora) a quelli caratteristici della maturità (mattone, ambra, aranciato). Di norma, in cantina questo processo richiede diversi anni, mentre sulla tela il processo si avvia già dopo un mese. La trasformazione si completa nei mesi successivi a seconda di quando viene dato il fissativo e in quale quantità. Naturalmente il vino usato per questi dipinti non è un vino qualunque ma l’Artista usa il vino delle migliori cantine.

Esperti convocati dall’Artista, dopo numerosi esperimenti e prove, hanno infine selezionato gli uvaggi più consoni, quindi con massima concentrazione di antociani, nel Nero d’Avola, vitigno siciliano e nel Colorino, vitigno tipico della produzione toscana. È entrato poi in scena il laboratorio dell’Università di Firenze guidato, per il caso specifico, dal prof. Roberto Bianchini, docente di Chimica organica al polo di Sesto Fiorentino che è riuscito, con macchinari speciali, ad ottenere un nuovo tipo di riduzione a freddo, risultata ideale per dipingere. Di questa tecnica, perfezionata di recente, non ne vengono divulgati i dettagli per ovvie ragioni.

Oggi produttori di vino, enoteche, consorzi e altri operatori del settore, richiedono un dipinto realizzato con il proprio vino, ed Elisabetta Rogai organizza una performance live in occasione di vernissage o appuntamenti enologici. Mentre dipinge, l’artista interagisce col pubblico al quale espone questa sua originalissima tecnica, avvicinandosi alla tela, i presenti possono sentire il profumo del vino, un progetto di marketing per la cantina, esperienze comunicanti che permettono di sollecitare, in egual misura, attività sensoriali e intellettive, di rimandare a ricordi e rivivere emozioni, dunque diffondere e valorizzare la cultura enologica e “comunicare” il vino di qualità come prodotto della terra e del lavoro dell’uomo.

Si può affermare che Elisabetta Rogai è famosa per la sua multiforme manualità, arte e tecnica,  dipinge infatti, oltre che su canvas, sul marmo bianco di Carrara e  sul jeans, ma è anche famosa per l’affresco, tecnica ritenuta prerogativa maschile, ha fatto infatti nel 2008 l’affresco celebrativo alla Scuola di Guerra Aerea, oggi Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, ma è innegabile che con la sua EnoArte è riuscita ad incentivare l’intersezione tra la strada dell’arte e quella dell’enologia, le sue ispirazioni vengono direttamente dalla terra Toscana, patria di territori antichi e suggestivi, dove coesiste montagna millenaria e mare smeraldo, culla della nuova enologia italiana che ha visto i vini toscani, sia del Chianti che della costa toscana, arrivare nell’olimpo dei migliori vini del mondo e dare via allo stile definito Supertuscan.

Ed è anche per questo motivo che l’Artista, nell’anno dell’Expo, è stata chiamata da Siena a firmare il Drappellone del Palio dell’Assunta 2015, dipinto anche con quattro cantine identificative del territorio senese, un opera emblematica, simbolica, la scritta in oro ”Amate la giustizia voi che governate la terra” e Siena sullo sfondo con il suo paesaggio rurale e agricolo e soprattutto l’immagine di Maria, Assunta in cielo, dipinta usando il Brunello di Montalcino,  l’aureola di spighe a tecnica antica, in foglia d’oro, una immagine dove si indovina la  sensibilità tipica dei grandi affreschi di ispirazione religiosa e un’identità femminile forte e orgogliosa che evoca il concetto atavico di Madre Terra oltre ai contenuti allegorici che richiamano uno dei tratti più tipici e universalmente riconosciuti dell’identità territoriale senese, la produzione agroalimentare e del secolare legame tra la città e le sue campagne, e il riconoscimento del ruolo delle donne nell’alimentazione mondiale.

EnoArte© di Elisabetta Rogai
www.elisabettarogai.it

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Nata a Firenze, residente a Firenze e New York, é esperta in comunicazione, ufficio stampa e merchandising. Già capo ufficio stampa per REL, la finanziaria per l'informatizzazione della PA sotto Enea e Ministero del Lavoro, già associata FERPI e all’Associazione Donne del Vino, ha svolto numerosi incarichi. Collaborazioni giornalistiche cartaceo e web: settori food and beverage, lifestyle, locali, eventi, fashion, cosmetica, interviste chef e vip.

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