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I disamori di Sara Tommasi

Per lei è giunta l’ora di voltare pagina. Nel corso degli anni si è mostrata in tutte le sue poliedriche sfaccettature. Showgirl, attrice, modella. Sul conto di Sara Tommasi, classe 1981, laureata in Economia e Management all’Università Bocconi di Milano, si è detto e scritto davvero di tutto. Ma in pochi conoscono la sua autentica natura.

Quella di una ragazza che pur attratta dal mondo dello spettacolo è stata sempre una studentessa diligente e dedita al lavoro. Ora sembra aver trovato definitivamente la sua strada, sebbene non abbia mai abbandonato l’amore per la cultura, per la scrittura; la voglia di fare e di realizzare progetti per il futuro, mettendo a frutto le sue capacità imprenditoriali.

È arrivato per lei il momento della riscossa; per far conoscere davvero chi è questa giovane imprenditrice nelle cui vene scorre puro sangue umbro; per far valere il suo talento. Oggi, agli occhi dei media, si presenta una nuova immagine di Sara, quella che si rimette in gioco, che riscopre i valori autentici della vita. Ma in realtà per chi la conosce bene, lei non ha mai dimenticato le sue origini, il legame con l’attività artigianale di suo padre,  la famiglia e gli affetti più cari che hanno nutrito i suoi anni di silenzio, quelli in cui ha preferito rimanere in ombra per rimettere ordine nei suoi pensieri e ritrovare finalmente se stessa.

Ritorna quindi più forte di prima, come presidente di una squadra di calcio abruzzese, la Marruvium, che gioca in Seconda Categoria, e poi sarà la testimonial del Bah, un dolce che suo padre aveva creato dieci anni fa. Non tutti sanno che Sara Tommasi lavora nell’azienda di famiglia che, per l’appunto, produce creazioni dolciarie. Una strada, quella per l’imprenditoria, che scorre nelle vene della trentaseienne che ormai aspira a sogni molto concreti e tangibili.

Nell’intervista ad Alpi Fashion Magazine, la showgirl oltre a parlare dei progetti in atto, rivela in esclusiva alcune idee progettuali per il 2018, di cui sentiremo parlare a lungo. Ma rivela gli aneddoti e le dolci nostalgie della sua vita universitaria.

Ciò che più incuriosisce, però, è l’uscita del suo secondo libro in cui racconterà alcuni aspetti inediti e sinceri sulla vita privata, che è stata forse eccessivamente sovraesposta alle luci della ribalta. Tutta la verità insomma. Ma per quello ci sarà tempo di parlarne a lungo. Per ora l’amore più grande è quello verso i suoi familiari, verso la sua Narni, città di origine nel cuore della provincia di Terni, e per i suoi amici più cari, come Debora Cattoni che le è stata sempre vicina anche nei momenti più difficili. Una intervista realizzata grazie alla collaborazione con Magazine Selfie Made Girl, che ha appena iniziato una partnership con Alpi Fashion Magazine, e all’azienda Faccio Cose e Vedo Gente. 

 

Sara, lei per molti anni ha lavorato nel mondo dello spettacolo e della moda. Ora si avvicina al mondo imprenditoriale. Ci parla dei suoi progetti?

Come alcuni di voi sapranno io ho un’azienda di famiglia che porto avanti con amore e dedizione. L’azienda si chiama Bha che vuol dire; Grandezza, Armonia, Amore. Il mio sito è bha.it dove io stessa sono la testimone. Il Bha è un dolce inventato da mio padre più di 10 anni fa. In ogni ricorrenza sperimentiamo nuovi prodotti, ora per esempio sotto le feste natalizie ci stiamo preparando per creare dei buoni panettoni e colombe. Ho lavorato per molti anni appunto nel mondo dello spettacolo e ora ho bisogno di contenuti validi e preziosi da portarmi sempre dietro. Avere un’azienda è concretezza.

Prima presidente di una squadra calcistica abruzzese, poi decide di sponsorizzare il Bha, una creazione dolciaria ideata da suo padre dieci anni fa. Come mai questa svolta?

Nonostante io sia stata riconfermata per la squadra abruzzese, per amore di mio padre ho deciso di dedicarmi principalmente a quest’attività che mi da tante soddisfazioni. Questa svolta perché lo spettacolo se voglio posso farlo, ma ora è importante per me sentirmi Donna Imprenditrice, e avere qualcosa di veramente mio.

In quali altri modi intendi far fruttare la laurea in Economia e Management all’Università Bocconi di Milano?

Sono già editrice di un mio libro, e con il mio secondo libro che sto terminando, continuerò la mia attività da intellettuale, quale sono, e vi do in esclusiva anteprima a voi e alla mia amica che mi assiste, Debora Cattoni, il titolo del mio secondo libro che si chiama ” I Disamori di Sara Tommasi”. Disamori perché a differenza degli amori, le persone che ho incontrato nella mia vita sono stati amori senza che io lo volessi.

4)  Si può dire che quella che si affaccia al mondo del lavoro è una nuova Sara, un ritorno alle origini della propria formazione accademica?

Io ho sempre scritto, l’ultimo libro è recente e ha avuto un discreto successo. Non ho mai tralasciato la mia formazione, Sara è sempre la stessa, infatti nel secondo libro racconterò una realtà che so soltanto io ed è giusto parlarne. Non avevo avuto tempo di raccontarla.

Le piaceva studiare all’università? C’erano delle discipline che prediligeva particolarmente e che rispecchiavano la sua vocazione?

Per me studiare è come vedere un’anima che si eleva, ho sempre studiato molto. Prediligo le materie umanistiche, l’italiano era ed è tutt’ora la mia materia preferita, saper parlare è molto più importante di tutto. Ho scritto lettere, mi piace ancora scriverle. L’italiano per me è come scrivere una lettera. Ci si mette cervello, cuore, anima. Saper scrivere una lettera d’assunzione per esempio è l’italiano più importante.

Quali sono i ricordi più belli e genuini di quegli anni vissuti come studentessa?

Ho tanti bei ricordi di quei tempi, come studiare con i miei compagni e colleghi di università, ricordo la libreria EGEA, la più importante libreria universitaria della Bocconi, la scuola universitaria che frequentavo io, dove c’erano mattoni come libri da studiare. Vivevo a Milano da sola, ed è stato il periodo più bello della mia vita, proprio perché non ero ancora famosa. Ricordo l’Alcatraz, discoteca importante dove andavano tutti gli studenti della Bocconi, tantissimi miei amici. Di domenica pomeriggio andare a ballare lì era bellissimo.

Se tornasse indietro nel tempo, al momento immediatamente successivo alla laurea, col senno di poi cosa non rifarebbe?

Non rifarei il seno, non rifarei il porno.

Tornerà a dedicarsi al mondo del fashion system, come modella o magari come imprenditrice, oppure preferisce abbandonare completamente quella strada?

Amando molto lo sport mi piacerebbe lanciare una linea di tute sportive, d’inverno magari in ciniglia chic con inserzioni particolari, insomma linea sportiva. Ci stavo già lavorando, anche delle T-shirt, costumi da bagno per l’estate. Per il 2018 già avevo promesso una sorpresa ancora Top Secret inerente al mondo della moda, dove sono nata io.

Che cosa si aspetta da questa nuova esperienza professionale?

Mi aspetto una realizzazione professionale per quanto riguarda la mia azienda Bha, che coinvolgerò in un progetto “Autogrill” in tutta Italia, ci stiamo impegnando molto, lavorando. Un’espansione a livello internazionale, quindi con uno sguardo rivolto all’estero. Esportare lì un prodotto artigianale, tipico della tradizione italiana, ho notato appunto nel settore, che ad esempio gli americani prediligono un prodotto artigianale. L’artigianato in Italia è ancora uno dei primi mestieri in espansione all’estero, e io sto puntando tutto lì.

Quali consigli darebbe e quali non darebbe a una giovane imprenditrice che vuole lanciare sul mercato un proprio brand e mettersi in gioco con le proprie forze?

Consiglio a tutti i giovani che vogliono essere imprenditori, di puntare tutto in questo settore di imprenditoria, proprio perché è un mondo certamente più pulito rispetto allo spettacolo. Se vale l’idea, l’idea si vende, se hai un prodotto buono che vale e di vendita io dico ” Impegnati al massimo e avrai tutto ciò che vorrai”. La gente con valori tradizionali si protegge da qualsiasi altra forma di negatività, e arriva sempre a fare centro. Torna di moda il lavoro vero.

Quali sono i suoi ideali e sogni per il futuro. Insomma cosa le piacerebbe fare da grande?

Spero sempre che i miei genitori stiano bene, che la mia amica Debora Cattoni mi stia sempre vicina, e di raggiungere tutti i miei altri sogni che tengo in grembo, da quando ho iniziato a lavorare veramente e seriamente voglio solo stare apposto con la mia coscienza.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell’ambito della scrittura digitale

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