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Grande follia, suprema saggezza

Da Michelozzo ai nostri giorni: la storia artistica di Elisabetta Rogai

Una mostra con un titolo emblematico, ispirato da una frase di Emily Dickinsos “grande follia, suprema saggezza”……follia da artista che Elisabetta Rogai ha trasformato in capolavori: sono 20 le opere di un lungo viaggio della Rogai, un viaggio pieno di significati, attraverso il mondo, per approdare a Palazzo Medici Riccardi, il capolavoro di Michelozzo, attraversare lievemente le immense sale affrescate, Benozzo Gozzoli, Botticelli, Verrocchio, Paolo Uccello, un ambiente di ampio respiro culturale, che ha permesso lo sviluppo del pensiero e dell’arte del Rinascimento.

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Epoche diverse, un moderno mecenatismo che si ripropone per la mostra/evento di Elisabetta Rogai, presentata da Cristina Acidini,già Soprintendente agli Uffizi, un allestimento inedito ed eccezionale, curato dall’architetto Monica Baldi, con il patrocinio dalla Provincia di Firenze, con il contributo di sponsor privati : “ ho fatto mostre in tutto il mondo, in prestigiose location e musei, davanti al pubblico dei più lontani paesi, ma sono felice di affermare che si sta avverando un sogno, una mia personale a Firenze, la mia città, con gli amici che mi vogliono bene e mi stimano, aprendo la mostra con una grande emozione sotto un tetto prestigioso come il Palazzo della nostra Prefettura, il cuore della nostra città, nelle sale piene di affreschi e opere d’arte, il nostro Rinascimento… solo il pensiero mi fa tremare i polsi”.
Tecniche diverse, olio, tempera, affresco, e poi le opere create con il vino, con la tecnica di Enoart, una personalissima invenzione dell’artista, unica in Italia, che consiste nel dipingere usando il vino come colore; e poi il fashion a sottolineare il legame tra arte e moda…… una particolarissima capsule collection, la linea fashion di pashmine di cachmere e i caftani, concepita con l’intento di mettere in luce la poetica creativa dell’artista, il visitatore si fa condurre alla scoperta di altre declinazioni di arte, le sue affascinanti interpretazioni, innovative, il pennello rapido e sicuro per creare fascinose pashmine, di cachmere e modal, sempre dipinte con il vino, e tratte dai suoi quadri, grandi misure di tessuto morbidissimo, sensuale e avvolgente, flash di colore di fiori, donne sognanti, uccelli, dove la mano sicura dell’artista si sottrae alla banalità di giornate tutte uguali per spaziare nel vuoto, colori morbidi, dolci, quasi materni, per cercare poesia, cercare incontri d’arte e d’amore. Grandi parei e caftani, un elemento progettuale innovativo per l’ elaborazione di un capo suntuoso e avvolgente, fluttuante e leggero, una vera nuvola per la Rogai che interpreta il fashion con ironia e leggerezza, giocando con la donna…sempre con le donne…..cercando la luce attraverso le aperture, le pieghe, i dettagli, la “sua donna” che diventa interprete, mostrando le spalle, intravedendo le gambe, l’armonia delle mani, il ricciolo ribelle sulla nuca candida, l’artista gioca con l’aria, la luce, la poesia e crea un caftano sognante e che fa sognare, la realtà che cambia a seconda del punto di osservazione dell’artista, ma rimane sempre arte pura.

[box type=”note” ]Molta follia è suprema saggezza per un occhio che capisce – molta saggezza, la più pura follia. Anche in questo prevale la maggioranza. Conformati, e sei saggio – dissenti, e sei pericoloso. Un matto da legare. Emily Dickinsons [/box]

Palazzo Medici Riccardi, Firenze, dal 29 novembre al 31 dicembre 2014

Palazzo Medici Riccardi

Crediti Fotografici Fabrizio Gaeta
Testo Cristina Vannuzzi Landini

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