Dopo il successo di Zurigo ed il salone di Parigi, sempre più  curiose le commistioni tra cibo e moda.

Nato il fashion food, dapprima tra le star holliwoodiane, arriva poi anche  sulle passerelle.

Una tendenza che non tarda a creare commistioni  tra  chef e designer inaugurando collezioni sempre più trasgressive.

Trasformare in arte ciò che di solito mangiamo è il motto perseguito.

Il cibo quindi non si ferma più alla semplice cura estetica, trattamenti di bellezza e salute, “ma ci veste”, trasformandosi in linea di abbigliamento.

Pantaloni-bacon, perle di zucchero, abiti creati con frutta e verdura, nulla hanno da invidiare alle collezioni in tessuto.

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La moda, ama riproporre e reinventare uno stile, creando un nuovo appeal.

Dopo il suo  boom nel 2010 con Lady Gaga che sfoggia, per la serata degli Mtv Video un abito di bistecche, lasciando tutti a bocca a perta, il fashion food si ripropone in forme sempre più diverse ed innovative; basti vedere il nuovo total look di Rihanna al Met Ball di New york.

Oggi, sempre più gli chef che diventano promotori di uno stile e tendenza che appaghino tanto la vista quanto  il palato.

Verdure, Pasta e polpo sono gli alimenti “must” di un abbigliamento insolito, e destinato ad essere  mangiato una volta conclusa la sfilata.

Roland Trettl, espose infatti modelli di abiti commestibili, forse tra i più famosi a mondo. E non solo.

La coreana Sung Yeonju, realizza una capsule collection da lei definita “ Weareble Foods” – cibi inmagiabili, creata dall’unione di pomodori, banane, funghi, pane, cipolla e gamberetti.

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Dal dolce, al salato, Shangai ospita un show dedicato interamente ad abiti di cioccolato, con accessori. Minidress ricoperti di fantasie optical nate dalla fusione di cioccolato bianco e nero tipico degli anni 60.

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Ma lo scopo di questo nuovo modo di fare  moda resta ancora in ombra.

L’obiettivo comune è però  lo stesso: “modo sostenibile di creare vestiti” una volta che la produzione di massa dimuirà.

Ancora lontano il progetto  per il panorama italiano, legato alla tradizione e alla sartorialità, limitato a dare spazio alla trasgressione e alla versatilità di questo  nuovo prodotto.

Laura Savini
Fashion communication

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Laura Savini, nasce a Roma il 10 aprile 1984. Studia lingue dalle scuole superiori, e sceglie di laurearsi in lingue e culture moderne nel 2012. Da sempre attratta dal mondo dello spettacolo e moda, segue un master in comunicazione e moda presso l’accademia romana di costume e moda e raggiunge l’obiettivo prefissato: product manager per eventi. Dal 2013 infatti, collabora per il fashion system attraverso una start up romana, che le permette di conoscere una realtà da sempre sognata. Dai piccoli designer ai pilastri della moda italiana, seguendo passo a passo le produzioni di un grande evento. Viaggia per lavoro dividendosi tra Milano, Firenze, Roma, Cannes, Ginevra…… Casting, fitting, coordinamento backstage e regia sono le attività che svolge quotidianamente. Stella Jean, Au jour le Jour, G. Colangelo, San Andrès, A.Bratis, C. Pellizzari, i giovani; John Richmond, Chopard ed il re del fashion system italiano Giorgio Armani, i grandi con i quali ha collaborato fino ad oggi. “ Credere per riuscire”, il motto che l’accompagna da quando ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda. Ma Laura, non è solo event manager; dopo otto anni di collaborazione in una gioielleria romana, inizia per hobby a realizzare una piccola capsule collection di articoli handmade creati con materiali eco, riciclati e pietre dure. Da Hobby a lavoro, i suoi articoli vengono apprezzati e acquistati tramite un e-commerce dedicato . Inizia una piccola distribuzione sul territorio romano, con un obiettivo preciso: vendita ad ampio raggio…..La speranza e la voglia di creare non finisce mai, basta crederci! Per finire, la passione per la scrittura. Fin da piccola, si cimentava nella scrittura di storie, racconti, favole ed oggi scrive articoli per web magazine. La prima collaborazione arriva con la testata "d-moda" e "gp magazine"…..e non intende fermarsi!

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