Evil Mozart è una piattaforma di e-learning che nasce da un progetto di startup, incubata dal Politecnico di Torino. Un’idea di Davide Leoncino, chitarrista professionista, e Riccardo Barbotti, noto startupper di Adamo, altra startup incubata in I3P. Entrambi sono riusciti a coinvolgere un team giovane formato da Fabrizio Varriale (Videomaker), Danilo Lacerenza (sviluppatore), Arianna Ricerni (Social media manager), Viviana Murazzi (graphic designer), Stefano Lori (fonico), Tommaso Salvetti (Comunicazione).

L’obiettivo da un lato è quello di aiutare gli aspiranti chitarristi a perfezionare la propria tecnica musicale, dall’altro è di coinvolgere insegnanti di fama internazionale che possano impartire le più alte competenze professionali, creando contenuti on line usufruibili in streaming dagli apprendisti.

Ogni corso è formato da una decina di video della durata di 5-10 minuti ciascuno che visualizzabili attraverso un abbonamento mensile. Alpi Fashion magazine ha intervistato Davide Leoncino che è uno dei due fondatori di una startup che ha avuto un inizio davvero promettente.

Evil Mozart è una piattaforma incubata dal Politecnico di Torino che ha come obiettivo quello di aiutare gli aspiranti chitarristi ad apprendere le tecniche migliori e perfezionare le proprie abilità musicali. Quali opportunità concrete offre per gli apprendisti?

In questo momento sul web c’è molto materiale pubblicato su You Tube, sui siti, forum e blog, ma c’è molta confusione e uno studente che vuole davvero apprendere sul web fa molta fatica perché deve saltare da un video all’altro. Si tratta di pillole slegate fra loro. Invece Evil Mozart crea dei corsi specifici e ben strutturati, divisi per generi, livelli di apprendimento e qualità, con lezioni che portano da un punto A ad un punto B. Ogni insegnante è specializzato sullo stile che va ad insegnare, per cui un chitarrista alle prime armi che vuole migliorare su Evil Mozart troverà un corso approfondito sul genere specifico che vuole apprendere.

 

Chi sono gli insegnanti e quali competenze hanno?

Gli insegnanti che troviamo ora sulla piattaforma sono tre: Marco Soria, astigiano, chitarrista professionista specializzato sul jazz e sul funk, che ha studiato anche negli Stati Uniti, alla Berklee School of Music di Boston. Lui è stato il primo che ha aderito al nostro progetto. E poi si sono uniti il torinese Marco Roagna, specializzato sul blues e sul country ed Alberto Catasso, anche lui torinese, specializzato sul blues e sul rock. Ne abbiamo contattati altri che a breve faranno parte del nostro team. Sono Pier Gonella (chitarrista rock e metal), Raffaello Indri, specializzato anche lui sul metal e Marco Falanga (chitarrista metal). Cerchiamo di dare un servizio piuttosto ampio e adatto a tutti i livelli.

Quali sono i passaggi che hanno portato alla trasformazione di un’idea in progettuale in una vera e propria startup?

Sicuramente il primo passo è stato l’intuizione nella individuazione di un dato di mercato, di un bisogno non pienamente soddisfatto e si cercati di validare l’idea chiedendo ai conoscenti o comunque a un pool di “teste” trovate sui social e su Internet attraverso ricerche di mercato e sondaggi. Da questo punto di vista, siamo fortunati perché Riccardo Barbotti, l’altro fondatore, con cui abbiamo maturato insieme esperienze con altre startup incubate dal Politecnico di Torino, è un programmatore, quindi abbiamo creato il sito in “casa” senza sostenere particolari costi. Dopo aver maturato l’idea, abbiamo sviluppato una strategia di marketing sul web. Nel nostro caso,  il supporto dei social è stato fondamentale perché abbiamo un target giovane e da lì possiamo attingere per trovare i maggiori utenti. Ora stiamo realizzando partnership,  con negozi di musica e sale prova. Stiamo facendo quello che in gergo si chiama “approccio lean”, ossia si parte da un target molto ristretto per testare il mercato di nicchia e si cerca di espandersi tenendo i costi bassi.

 

Quando nasce il progetto?

Noi siamo partiti a novembre sui social, mentre costruivamo la piattaforma avevamo già creato la pagina facebook. Abbiamo iniziato a costruire una nicchia di utenti a cui poi abbiamo potuto proporre il servizio. Il sito è diventato attivo a febbraio e ad oggi ci sono 500 persone iscritte gratis. Alcuni contenuti li offriamo gratuitamente, mentre altri in formato premium. Di questi 500 utenti il 5% sono paganti, mentre abbiamo raggiunto la soglia dei 1000 iscritti alla nostra newsletter, con cui cerchiamo di invogliare le persone ad avere maggiori informazioni.

La startup è in fase di ampliamento? Siete alla ricerca di nuove figure professionali?

Siamo sempre alla ricerca di persone brillanti da inserire nel nostro progetto. Al momento ciò che vorremmo avere nel nostro organico sono le competenze in grafica e design per migliorare l’esperienza dell’utente sulla piattaforma e rendere più piacevole la navigazione. Non escludiamo però di inserirvi successivamente anche altre figure più legate alla comunicazione e al marketing per far conoscere di più il nostro prodotto.

 

Quali novità potrebbero attrarre maggiormente gli utenti e gli iscritti?

Sicuramente vogliano aggiungere corsi e avere più insegnanti sulla piattaforma. Inoltre siamo entrati in contatto con altre realtà che propongono più o meno lo stesso servizio ma per altri strumenti musicali. In futuro potremmo collaborare con loro ed ampliare l’offerta in modo orizzontale. Quindi non solo  corsi di chitarra ma anche di altri strumenti.

Quali stime in termini di numero di iscritti e di abbonati ambite a raggiungere?

Abbiamo fatto alcune ricerche di mercato e stando al numero delle persone che tra i 18 e i 35 anni hanno più dimestichezza con Internet e le nuove tecnologie, la stima del nostro mercato attuale raggiunge i 2 milioni di utenti che suonano o sono approcciati ad uno strumento come la chitarra. Ed è già un bacino abbastanza esteso che potrebbe incrementare se allargassimo la nostra offerta ad altri strumenti.

In conclusione, perché un utente dovrebbe scegliere questa piattaforma di e-learning tra i milioni di video pubblicati su You Tube?

Come le dicevo all’inizio, quello che ci promettiamo di risolvere è il disordine che esiste su una piattaforma come You Tube, dove non c’è filtro, chiunque può riprendersi con una telecamera mentre suona. I tutorial non hanno un ordine consequenziale, la qualità è bassa e spesso non sono realizzati in lingua italiana. Ciò che differenzia Evil Mozart dalle altre piattaforme è la qualità dell’insegnamento del  materiale di studio allegato, che va a completare ed arricchire il contenuto dei video.

Ai corsi si può accedere pagando una quota mensile di 15 euro, con cui si può usufruire di tutti i corsi sulla piattaforma, oppure si può decidere di seguire i corsi singoli.

www.evilmozart.com

Marianna Gianna Ferrenti

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