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“Beauty Pressure” di Katie Witham: intreccio d’arte, moda e società

Mettete da parte i girocolli stretti, i golf di lana grezza e le maniche tubolari. Oggi parliamo di magliera contemporanea, ovvero di intrecci fra moda, arte e società. Ecco insomma una ragazza sulle orme di [highlight]Missoni[/highlight] e [highlight]Julien Macdonald[/highlight].

Katie Witham, knit designer laureata in “Surface Textiles” al London College of Fashion, ha mostrato alcuni capi di maglieria estrosa e socialmente impegnata con la collezione “Beauty Pressure”, che racconta le ossessioni di chi muta il proprio corpo per sentirsi più bello e accettato.

Il corpo “aumentato” è al centro delle sue attenzioni nelle forme più grottesche: body building, diete ipocaloriche, cicatrici e chirurgia plastica. E infatti i capi di “Surface Textiles” ribollono e distorcono la silhouette femminile, come ad avvisare degli effetti collaterali da eccesso di ritocco estetico.

Meglio il ritocco artistico, sembra dirci Katie, come quello del performer e body artist Leigh Bowery. A cascata arrivano così tutte le ispirazioni della collezione, dalle sculture enormi di Henry Moore alla pittura di Picasso – periodo africano – fino alle bambole mutanti di Hans Bellmer.

Essere uno stilista di maglieria non significa solo pullover e uncinetto. Tecniche, linguaggi e messaggi sono lì, pronti a essere intrecciati in abiti che non veicolano solo stile, ma anche messaggi sociali.

Foto via showtime.arts.ac.uk/KatieWitham

Fonte: Lanciatrendvisions.com

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