Secondo un indagine effettuata dal Movimento Difesa del Cittadino, il 41% del campione intervistato (417 persone di età compresa tra i 30 e il 55 anni,) è pienamente consapevole dei rischi legati al futuro invecchiamento ed un italiano su tre è preoccupato di non avere le disponibilità economiche per assicurare una dignitosa assistenza per se stessi e per i propri familiari. I dati sono contenuti nel rapporto Smart Health, long life e l’invecchiamento, realizzato con la collaborazione con il programma “Gli scenari del welfare” del Forum ANIA-Consumatori, una fondazione che sta svolgendo numerosi studi sulle prospettiva di vita futuro per capire in che modo sia possibile migliorare la condizione di vita degli italiani.

Secondo i dati Istat del 2016, riportati nell’indagine, circa 2 milioni e mezzo di persone che hanno superato i 65 anni, vivono in una condizione di completa non autosufficienza. Una cifra che potrebbe addirittura raddoppiare nel 2050, dato che il numero di anziani aumenta esponenzialmente, mentre quello dei contribuenti crolla vertiginosamente. Questi dati si incrociano con quelli di una precedente indagine condotta dal Forum Ania Consumatori in cui emergeva che il 94% degli intervistati si trova in una condizione di debolezza economica di fronte a spese impreviste di una certa entità. Questa insicurezza è alimentata dal rischio che non si riescano a pagare le future pensioni, come dichiarato nei mesi scorsi da Tito Boeri, presidente dell’INPS.

Il 44% del campione intervistato tradisce il timore che la mancanza di un reddito adeguato possa incidere negativamente sulle prestazioni sanitarie future, garantendogli una minore qualità della vita e quindi una vecchiaia meno serena; mentre il 40% degli italiani dichiara di non avere preoccupazioni di queste natura. Gli italiani rivelano posizioni spaccate anche sotto un altro aspetto, quello relativo alle coperture assicurative. Il 46% dichiara di non avere una conoscenza approfondita sull’argomento, e il 40% rivela addirittura di esserne completamente all’oscuro. Solo il 14% dichiara di essersi informato in merito. Tuttavia, tra coloro che ne sono a conoscenza parzialmente o dettagliatamente, considera utili per avere garanzie di una maggiore sicurezza.

Marianna Gianna Ferrenti

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