Talento internazionale della musica soul e pluri vincitrice dei Grammy Music awards, Amy Winehouse scompare a 27 anni il 23 luglio 2011.

Filmati inediti, frammenti, pensieri, spezzoni live, sono i testimonial del documentario sulla vita della giovane cantante divisa tra alcool e delusioni d’amore.

Il regista Asif Kapadia, firma il prodotto che guadagna fin dall’anteprima di Cannes la standing ovation del pubblico, nonostante le critiche del padre della cantante e degli amici più stretti di Amy.

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Evento di apertura, il 5 giugno, del Festival Biografilm di Bologna il documentario verrà poi distribuito anche in Italia dal prossimo settembre.

Al fine di rendere omaggio e chiarezza sulla memoria di Amy, Asif si è voluto avvicinare al mondo della pop star, riproducendo frammenti di vita reale e testimoniante inedite delle persone più vicine alla cantante, nonché verità sul suo grande amore Black.

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“ Consapevole di non essere completamente a posto” così A. W. Si descriveva nelle sue interviste. Un ritratto forte, complesso e memorabile, succube di pene d’amore tracollate nell’alcool e nella droga. Fragile, incapace di portare a termine un concerto, ma al contempo icona rara del soul, arrivata a scalare le classifiche già con il secondo album “ Black to Black” si disorienta inizialmente per la perdita della nonna, Cynthia, e per l’eterno tira e molla dal suo ex marito Blake Fielder Civil, nome che si tatua da adolescente sotto al seno in corrispondenza del cuore.

Della sua morte si è parlato e scritto per mesi, sottolineando i problemi di bulimina, dipendenza da alcool e droga e la sua dipendenza estrema dai sentimenti, la più fatale.

Giovanissima, pensa di aver trovato l’amore dopo il suo incontro con Blake.

Esordio apparentemente felici, poi la tragedia che distrugge la donna segnandone la fine. “Davo pugni al muro, raccontava Amy in una sua intervista” e lo racconta nel brano “Love is a losing game”.

Sofferenza e dolore riempiono il cuore fragile della donna.

Apparentemente felice nel 2007 a Miami Beach durante il suo matrimonio, cade in depressione e solitudine nel 2009 al suo divorzio con Blake.

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Apparizioni sul palco in stato confusionale, video di Blake con graffi di sangue sul volto ed immagini di Amy segnata dal pianto, vengono riprodotte dal regista nel documentario per sottolineare la sifferenza della cantante.

Dalla condivisione di vizi, eccessi, fama e successo del legame con il marito, arriva il distacco, il dolore e la nuova unione di Blake, che porta la giovane cantante alla disperazione.

Accusata di stalking per aver infastidito la nuova fiamma dell’ex marito Amy non riesce ad evitare le droghe come l’alcool.

Emblema della fine tragica, raccontata senza retorica. La vita di una ragazza condivisa tra attimi di eccessi e tenerezza, bottiglie di wishky e lacrime di emozione per la semplice condivisione del palco con il suo idolo Tony Bennett.

“ Mi piacerebbe sapere se il tuò è un amore di cui posso essere sicura” canta nel brano “Will you still love tomorrow”, ed è la stessa frase che la tormenta fino al suo tragico epilogo .

Laura Savini
Fashion Communication

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Laura Savini, nasce a Roma il 10 aprile 1984. Studia lingue dalle scuole superiori, e sceglie di laurearsi in lingue e culture moderne nel 2012. Da sempre attratta dal mondo dello spettacolo e moda, segue un master in comunicazione e moda presso l’accademia romana di costume e moda e raggiunge l’obiettivo prefissato: product manager per eventi. Dal 2013 infatti, collabora per il fashion system attraverso una start up romana, che le permette di conoscere una realtà da sempre sognata. Dai piccoli designer ai pilastri della moda italiana, seguendo passo a passo le produzioni di un grande evento. Viaggia per lavoro dividendosi tra Milano, Firenze, Roma, Cannes, Ginevra…… Casting, fitting, coordinamento backstage e regia sono le attività che svolge quotidianamente. Stella Jean, Au jour le Jour, G. Colangelo, San Andrès, A.Bratis, C. Pellizzari, i giovani; John Richmond, Chopard ed il re del fashion system italiano Giorgio Armani, i grandi con i quali ha collaborato fino ad oggi. “ Credere per riuscire”, il motto che l’accompagna da quando ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda. Ma Laura, non è solo event manager; dopo otto anni di collaborazione in una gioielleria romana, inizia per hobby a realizzare una piccola capsule collection di articoli handmade creati con materiali eco, riciclati e pietre dure. Da Hobby a lavoro, i suoi articoli vengono apprezzati e acquistati tramite un e-commerce dedicato . Inizia una piccola distribuzione sul territorio romano, con un obiettivo preciso: vendita ad ampio raggio…..La speranza e la voglia di creare non finisce mai, basta crederci! Per finire, la passione per la scrittura. Fin da piccola, si cimentava nella scrittura di storie, racconti, favole ed oggi scrive articoli per web magazine. La prima collaborazione arriva con la testata "d-moda" e "gp magazine"…..e non intende fermarsi!

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