A White Milano torna AM REMADE, il progetto firmato da Cristiano di Thiene e ideato dalla designer Rosanna Sofia Pedone, che trasforma surplus dell’Aeronautica Militare in capi unici e ultra-limitati. Non una capsule nostalgica, ma un gesto di responsabilità: dare nuova vita a ciò che ha già attraversato il tempo.
La memoria come materia prima
Nel sistema moda contemporaneo, la sostenibilità rischia spesso di diventare linguaggio ripetuto. AM REMADE sceglie invece una strada più complessa: lavorare sulla memoria. Uniformi dismesse, bomber, tute da volo e ora anche coperte militari del 1991 vengono sottratte all’oblio dei magazzini per essere rilette con rigore e sensibilità artigianale.
Non si tratta di cancellare il passato, ma di custodirlo dentro una nuova forma. Ogni capo porta con sé una storia precedente: missioni, viaggi, protezione. Il design interviene non per sovrascrivere, ma per trasformare.
Le coperte del 1991: tessuto e tempo
La seconda edizione, presentata a White Milano dal 26 febbraio al 1° marzo, introduce per la prima volta le coperte militari in pura lana vergine, tessute nei colori istituzionali bianco e azzurro. Datate 1991, sono materiali nati per proteggere, per durare, per resistere.
Oggi rinascono in giacche e gilet combinati con shearling e tessuti d’archivio, in un dialogo tra forza tecnica e gesto sartoriale. La memoria non è citazione estetica, ma struttura. È materia viva che attraversa il presente.
Decostruzione come atto etico
Il cuore del progetto è un processo di decostruzione e ricostruzione. Le uniformi vengono smontate, studiate, reinterpretate. I bomber in fibra aramidica – noti per la resistenza estrema a trazione e urti – dialogano con inserti in pelo, pelli di alta gamma, ritagli di shearling recuperati dagli archivi aziendali.
Le coperte, naturalmente batteriostatiche, fungostatiche e antitarme, conservano qualità tecniche difficilmente replicabili nella produzione commerciale. Qui l’estetica non è mai separata dalla performance. Il design nasce da una responsabilità materiale: nulla viene sprecato, nulla è puramente decorativo.
L’irripetibilità come scelta, non come strategia
AM REMADE è, per sua natura, un progetto ultra-limitato. Ogni capo è unico, realizzato a mano nell’atelier di Cristiano di Thiene. Una volta esaurite le scorte dei materiali recuperati, non sarà possibile replicarlo.
Non è marketing della scarsità, ma conseguenza logica di una filosofia precisa: i materiali sono finiti, irripetibili, legati a una storia concreta. L’edizione limitata non è un artificio, ma una verità.
Vecchie uniformi, nuove storie
«Non si tratta solo di moda sostenibile», sottolinea Rosanna Sofia Pedone, «ma di dare nuova vita e nuove storie a capi che hanno già avuto una prima esistenza». È una dichiarazione che definisce l’essenza del progetto: trasformare l’eredità militare in racconto, emozione, identità contemporanea.
In un momento in cui la moda è chiamata a interrogarsi sul proprio impatto, AM REMADE propone una via sobria ma potente. Non crea da zero. Riascolta ciò che esiste. E lo restituisce al presente con rispetto.













