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L’età vittoriana a Villacidro: quando il té costruisce un’epoca

Villacidro, borgo antico allocato allo sbocco della valle di Castangias, a sud della Sardegna, paese dello scrittore sardo Giuseppe Dessì, a cui è stata dedicata anche una importante Fondazione letteraria, è caratterizzato un grande fermento artistico ed associazionistico. In questo contesto nasce la prima edizione del tè in abito, che si svolgerà venerdì 10 marzo a partire dalle 16.30 presso il Caffè letterario di piazza Zampillo.

Versi D’Autore è la società che gestisce il caffè letterario. È composta da dieci soci fondatori e da un team di giovani, guidato da Francesco Pinna ed Enrico Caboni, che si occupa della parte relativa al caffè. E poi c’è la parte dedicata alle attività culturali e agli spazi organizzativi che è curata assieme ad altre associazioni. Tra le iniziative messe in campo vi è questa retrospettiva tra passato e presente, tra età vittoriana e contemporaneità.

Una iniziativa organizzata da ITTE Itinerari teatralizzanti e Versi  D’Autore, in collaborazione con il Club Jane Austen Sardegna e con il coinvolgimento di molte altre associazioni locali. Sorseggiare il tè con i biscotti è un’abitudine che ha origini anglosassoni. Un rituale che affonda le radici nell’Inghilterra vittoriana e nei salotti ottocenteschi di Buckingham Palace. L’intenzione di portare in auge questa usanza in un’antica e preziosa comunità dalle influenze neolitiche, romane, medievali risorgimentali, nasce dalla volontà di aprirsi alla conoscenza di altre civiltà ed epoche storiche.

Tutto è iniziato con la passione per Jane Austen, scrittrice britannica vissuta tra la seconda metà del Settecento e il primo decennio dell’Ottocento che con le sue narrazioni ha contribuito a rompere gli schemi classici del vivere comune; di qui l’interesse per tutto ciò che riguardava il costume, la moda, le etichette, le regole, i salotti, la musica, la letteratura, le occasioni di confronto tra donne.

Attraverso una ricerca antropologica si possono scoprire dettagli della vita sociale altolocata, in cui le donne avevano poco spazio nella società” commenta Giuditta Sireus, presidentessa del circolo letterario dedicato agli scritti preromantici dell’autrice e fondatrice dell’impresa ITTE Itinerari teatralizzanti che si occupa di servizi culturali e turistici. “Una delle poche valvole di sfogo erano i caffè letterari dove le donne si riunivano e potevano dedicare ampio spazio alla conoscenza e alla conversazione Il tè rappresentava un totem di aggregazione, attorno al quale le donne potevano amplificare la propria voce, dato che avevano poco spazio nella società.” aggiunge Sireus.

La regina Vittoria nel 1838 e la stessa Anna Maria, settima duchessa di Bedford, furono la testimonianza vivente di come le donne, oltre a ritagliarsi una ruolo sociale in un mondo dominato dagli uomini, fossero riuscite conquistare anche loro ruoli di potere. Dalle fonti etno-antropologiche emerge che le due nobildonne abbiano introdotto e consolidato l’usanza del day afternoon, il ritrovo attorno al tè pomeridiano, che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione dei costumi.

“Sono entrata in contatto con la stilista Federica Demontis, esperta di abiti in stile vittoriano –  aggiunge Sireus –  la quale mi ha fatto scoprire l’abbigliamento del tempo, con studio particolare rivolto a ciò che sta sotto l’abito. Non solo l’intimo ma anche le sottogonne e le strutture che tendono a tenere la gonna ampia mettendo in risalto il posteriore dell’abito”. Da quel momento la presidente del Caffè letterario ha scoperto un mondo che ha voluto assolutamente calare nella realtà contemporanea, riproducendo tutte le suggestioni che hanno caratterizzato un’epoca. La manifestazione sarà quindi in costume, con comparse abbigliate a tema, degustazioni, narrazioni letterarie e musiche che hanno incantato un’epoca. I colori brillanti, i tessuti di pizzo, gli accessori, i cappelli voluminosi e sgargianti, che lasciavano scoprire frange di capelli agghindati da laboriosi riccioli.

Così una delle piazze principali del comune di Villacidro si trasformerà in un’agorà culturale. “Abbiamo deciso di realizzare l’evento nel caffè letterario di piazza Zampillo perché i suoi interni ricordano l’arte della nobiltà. La struttura, infatti, era l’antica casa padronale delle famiglie più abbienti della Sardegna” conclude Giuditta Sireus. Un’occasione di incontro tra passato e presente intorno ad una bevanda intramontabile che è ancora oggi un elemento culturale imprescindibile, pur accompagnato da ambienti, stili e consuetudini completamente differenti.

Marianna Gianna Ferrenti

Di Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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