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Self-publishing al femminile: doppia intervista Conte/Furnari

Il mondo dell’autopubblicazione è una giungla, ma le autrici stravincono rispetto ai colleghi. Come funziona in Italia? Lo chiediamo al duo Aura Conte & Connie Furnari, in una speciale doppia intervista

Nel sondaggio condotto verso la fine del 2016 da Marie Force (una delle prime autrici statunitensi ad aver avuto enorme successo con il self publishing), su un campione di circa 2000 autori autopubblicati, il 90% è risultato di sesso femminile, il 99% pubblica in digitale, il 71% pubblica cartacei e il 50% guadagna la quasi totalità del proprio fatturato dalla vendita di ebook.

È un dato di fatto: l’editoria sta cambiando e si sta evolvendo rapidamente, anche grazie all’intraprendenza delle “quote rosa” (protagoniste indiscusse di quest’era), e l’Italia non è da meno.

Oggi vi raccontiamo l’editoria “self” italiana da un insolito punto di vista. Aura Conte e Connie Furnari sono due autrici che hanno fatto della loro collaborazione una strategia vincente, ottenendo un ampissimo seguito sui social network (il booktrailer del loro romanzo “Pecador” ha raggiunto oltre 15.000 views solo su Twitter). Tra Kobo, Amazon e Google Play, tra “meteore” della letteratura e vendite all’estero, le risposte a questa doppia intervista fotografano con rapidi flash i morbi e le virtù di un mercato complesso e spietato, ma anche ricco di soddisfazioni.  E, infine, scopriamo insieme il loro nuovo libro!


Siete due autrici che spesso lavorano in tandem, molto apprezzate sui social. Di dove siete? Da quanto tempo scrivete?

Aura: Io sono nata e cresciuta a Messina, in Sicilia. Scrivo fin da ragazzina, il mio primo libro pubblicato ufficialmente con casa editrice risale al 2009.

Connie: Io invece sono nata a Catania, anche io siciliana. Ho iniziato a scrivere storie appena ho imparato a leggere, da piccolissima.

Raccontate la vostra esperienza dagli esordi al giorno d’oggi in poche righe. So che è difficile, proviamoci!

Uno dei titoli bestseller di A. Conte

Aura: Ho iniziato a scrivere da bambina e negli anni questa passione non mi ha mai abbandonata. Nel 2009, ho pubblicato il mio primo romanzo con una casa editrice che ha chiuso i battenti l’anno scorso, Edizioni Il Pavone. Così sono passata sia al self publishing sia ad altra casa editrice, ovvero Libro/mania (progetto di De Agostini e Newton Compton), la quale ha pubblicato a Maggio un mio romanzo storico “La sposa del capitano”, in una nuova edizione.

Connie: Ho sempre scritto e pubblicato, ho vinto diversi concorsi letterari tra cui il premio Superga a Torino, e nello stesso anno un altro a Brescia. Negli anni dell’università ho scritto per un giornale locale, a Catania. Il mio primo romanzo “importante” è Stryx pubblicato con Edizioni della Sera, che mi ha fatta conoscere al grande pubblico. Adesso sono self publisher ma anche un’autrice Rizzoli, del Gruppo Mondadori.

Stando alle vostre personali esperienze, l’autopubblicazione conviene di più rispetto alla ricerca di un editore?

Aura: Vanno bene entrambe le cose, dipende dall’autore e dalle sue esigenze.

Connie: Confermo quello che ha detto Aura. Dipende da quello che vuole un autore.

Quali/quanti libri avete scritto individualmente, e quali “insieme”?

Aura: Insieme abbiamo scritto “Pecador: Flor de Cuba”, nei prossimi mesi sarà pubblicato il seguito. Da sola ho all’attivo una quindicina di pubblicazioni tra libri e racconti.

Connie: Assieme ad Aura ho scritto Pecador, un crime romance a sfondo thriller, genere Mafia Romance, come viene chiamato in America. Da sola ho all’attivo circa 44 opere indipendenti.

La serie “Pecador”, scritta a quattro mani da A. Conte e C. Furnari


Di che genere sono i romanzi che avete pubblicato nel corso del tempo?

Aura: Storico, fantasy, thriller, commedia, romance, horror, azione.

Connie: Paranormal Romance, Romantic Suspense, Thriller, Horror, Fantasy, Fiabe.

Parliamo della vostra collaborazione. Com’è nata? Cosa vi piace dello stile della vostra “writing partner”?

Aura: Ci siamo conosciute online ed è stata amicizia al primo click. Connie è una scrittrice poliedrica, raramente ripetitiva e con uno stile cinematografico.

Connie: Tra me e Aura c’è una simbiosi, sappiamo benissimo ciò che pensa l’altra. Amiamo gli stessi generi e quindi nella scrittura ci siamo ritrovate molto affiatate. Di Aura apprezzo molto la sua versatilità, anche lei si presta a vari generi letterari.

Firmare romanzi a quattro mani e condividere progetti ha rafforzato l’efficacia delle vostre strategie?

Aura: Ha notevolmente dimezzato il lavoro e il tempo nella stesura dei testi.

Connie: Sì, molto. Anche per quanto riguarda il marketing siamo migliorate parecchio assieme.

Furnari
Uno dei romanzi più interessanti di C. Furnari

Quanto siete soddisfatte della vostra esperienza di autopubblicazione? Quali piattaforme avete usato individualmente e in “duo”?

Aura: Mi sto trovando molto bene con il self publishing. Come piattaforme ho utilizzato maggiormente Amazon e StreetLib. Da qualche mese, ho deciso di pubblicare soltanto con il primo, per evitare di disperdermi.

Connie: Come piattaforme apprezzo molto Amazon, perché è quella più conosciuta, ma negli ultimi mesi ho rivalutato anche Google Play, Kobo e iTunes, perché ti fanno conoscere a un pubblico eterogeneo e più esteso, dove non si legge solo il romance ma anche altri generi letterari.

Cosa pensate dell’editoria self in Italia?

Aura: Dipende dal genere di libri e autori. Non mi pronuncio troppo, però spesso è una lotta. Rispetto all’estero, c’è una malsana competitività e invidia. Non è sempre un bell’ambiente. Con Connie siamo diventate subito amiche anche per tale motivo. Noi amiamo scrivere, non siamo in competizione tra di noi e ci supportiamo sempre, anche quando una delle due ha più successo dell’altra.

Connie: In Italia c’è troppa competizione, troppa invidia per i successi altrui, e nessuna voglia di collaborare. Io e Aura abbiamo deciso di staccarci da questo ambiente malsano e di lavorare isolate, lontane da diatribe inutili e sconti verbali.

Furnari
Alcuni degli ultimi romanzi delle due autrici.


Quali problemi avete incontrato nel vostro percorso di autopubblicazione in Italia?

Aura: Qualche rallentamento tecnico e diverse persone che non hanno facilmente accettato la nostra amicizia e collaborazione. Forse perché preoccupate o troppo competitive? Questo non lo sapremo mai.

Connie: Come detto sopra, ci sono molte persone che non accettano la sana competizione e provano di continuo a metterti i bastoni fra le ruote. È un ambiente duro e spietato, pieno di persone anche disoneste. L’unico modo per andare avanti è staccarsi e pensare solo a scrivere.

FurnariPer una donna autrice è possibile emergere senza costruirsi “un personaggio”, come molte già fanno?

Aura: Direi che sia possibile. Però non posso mentire, ce ne sono tanti in giro e a ognuno di questi nella mia mente ho dato un soprannome molto buffo.

Connie: Il personaggio tira fino a un certo punto. Conosco molte autrici che si sono costruite una fama effimera, un trono di fumo, basato sulle polemiche come se fossero le Belen del self publishing. Questo non è positivo, perché a lungo andare se non c’è sostanza nei libri si cade nel dimenticatoio. Meglio essere ricordate per i propri libri, che per le liti sui social.

Il rapporto con i lettori è più importante quando si pubblica in self? Come gestite gli/le haters?

Aura: Difendo i miei lettori e anche quelli altrui, eppure ho visto spesso volare insulti nei miei e loro confronti anche da parte di altri autori. Inoltre, difendo sempre anche i blogger letterari, che fanno un lavoro enorme gratuitamente. Anche se tale atteggiamento mi fa passare per cretina con i malpensanti, sono sempre disponibile con tutti, anche con chi non mi sopporta. Gli haters non li gestisco, lascio che il loro odio continuo li faccia venire la gastrite. Io vado avanti e continuo per la mia strada, come ogni professionista dovrebbe fare.

Connie: Io adesso cammino con il giubbetto antiproiettile e con una Smith & Wesson in tasca. Scherzi a parte, ho imparato a lasciare correre. L’odio delle persone invidiose lascia il tempo che trova, io e Aura abbiamo ricevuto vere e proprie minacce, insulti e chi più ne ha più ne metta. Non immaginavamo tanto odio e tanta invidia, solo perché siamo riuscite a emergere un po’ più delle altre autrici self. Come ha detto Aura, adesso le ignoriamo, anche perché con tutti i libri che scriviamo è molto difficile stare dietro alle polemiche di gente nullafacente.

Furnari
Uno dei romanzi più recenti pubblicati da A. Conte.


Autopubblicarsi, in genere, vuol dire tentare prima la via dell’ebook. Quante richieste di copie cartacee avete avuto per i vostri testi? Come ci siete riuscite?

Aura: In percentuale? Ogni 500 libri ebook vendo circa 30 cartacei, ormai.

Connie: Il primo anno di pubblicazione in self, nel 2014, ho superato le 100.000 copie vendute in ebook. Adesso ho smesso di contarle, penso solo a scrivere e a portare avanti le mie pubblicazioni. Per quanto riguarda i cartacei, adesso ne vendo circa una quarantina al mese.

C’è stato un momento in cui avete capito che la vostra strategia era ormai consolidata ed efficace (es. aumento delle copie vendute, di recensioni positive)? Quali errori sono da evitare?

Aura: L’ho capito nel 2013, quando è stata pubblicata la prima edizione de “La sposa del capitano”. Hai tempi il testo s’intitolava “Controvento” ed era il mio terzo libro pubblicato. Bisogna evitare di prendersi troppo sul serio ma allo stesso tempo, bisogna anche condividere i propri meriti. Non c’è nulla di male nell’essere felici per aver raggiunto un traguardo.

Connie: Io l’ho capito con Stryx nel 2014 quando i lettori hanno cominciato a scrivermi chiedendomi se io fossi un’autrice americana, visto il mio stile. Poi sono arrivate le prime recensioni negative e ho avuto la conferma che il mio libro stava avendo successo e che i lettori mi seguivano. Sembra un controsenso ma è così: più ti insultano, più vuol dire che stai emergendo rispetto agli altri autori. Gli errori da evitare sono: scrivere per cercare le vendite. Bisogna solo pubblicare e lasciare andare “i pargoli”, senza pensare a quello che accadrà dopo.

Avete distribuito e venduto libri anche all’estero: dove avete ottenuto maggiori riscontri? Perché?

Aura: Ultimamente, Germania, Stati Uniti, Inghilterra e Francia a pari merito, seguono Spagna, Russia e altri.

Connie: Dunque, visto il mio tipo di scrittura, che come ha detto Aura è molto cinematografico, io di solito vendo bene nei paesi come gli USA, l’Inghilterra e la Germania. Negli altri paesi di meno, ma dipende anche dal genere. Stryx per esempio vende in Giappone, forse perché è un po’ “manga” e così anche alcuni miei fantasy per ragazzi che si distaccano dalla tradizione italiana.

Quale consiglio dareste alle autrici self che vogliono tradurre i propri testi?

Aura: Rivolgetevi a qualcuno di molto bravo.

Connie: Cercate un bravo traduttore e non abbiate fretta, lavorateci sopra con cura.


I romanzi del duo Conte/Furnari sono disponibili su varie piattaforme, ma noi vi consigliamo di curiosare su Amazon (qui e qui). Ma non è tutto: oggi, lunedì 17 luglio, è stato rilasciato il loro nuovo romanzo, un romantic suspense intitolato “Charmeur”.

Furnari
Un’immagine promozionale della nuova opera del “duo” letterario.

Curiosi? Sui rispettivi siti web (http://auraconte.com/ e https://conniefurnari.blogspot.it/) potrete trovare tutte le informazioni, ma se preferite potete seguirle sul gruppo Facebook “Aura Conte & Connie Furnari Books”.

E, magari, lasciarvi ispirare.

Di Maria Cristina Folino

Laureata in Lettere e Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, specializzata in programmazione e gestione di interventi per gli archivi e le biblioteche digitali, Maria Cristina Folino vive a Salerno e collabora con testate giornalistiche locali da oltre 9 anni.
Già docente di Scrittura Creativa ed esperta di comunicazione digitale, lavora come content creator e web editor. Impegnata con l’associazione culturale Felix Cultura e con Donation Italia, ha vinto numerose competizioni artistico-letterarie a livello nazionale. In passato ha pubblicato una raccolta di poesie (“Ali di Gabbiano”, Aletti Editore, Roma 2008) e due ebook, una fiaba e un saggio, con Edizioni Il Pavone (“Liberami da questo libro!”, 2010 e “Tim Burton e il Catalogo delle Meraviglie”, 2013).
Ha blog su Tumblr (http://mariacristinafolino.tumblr.com) e un canale dedicato a libri e moda su Instagram (@fashionreaders_lookbook). Il suo sito web è www.mcfolino.eu.

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