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Intervista a Davide Santandrea, tra esoterismo, rispetto dell’uomo e delle diverse religioni

Il Diario della Bestia” nasce da un’idea dall’autore televisivo Davide Santandrea, per la regia di Max Ferro e con la produzione di Antonio Castronovo, entrambi noti aver realizzato pellicole cinematografiche come “La promessa di un Sicario”.

La serie Tv, di cui si inizieranno a girare le prime riprese tra settembre ed ottobre 2017, si preannuncia un cult che, stando alle premesse, appassionerà gli amanti del genere “Vampires”. La casa di produzione è la Blue Screen Film, studio cinematografico e televisivo con sede a Milano. Il progetto sarà realizzato grazie alla partnership collaborativa dell’associazione Lega Italiana Real Vampires, fondata da HORUS SAT (nella serie tv con il nome di JACOB NATUR).

Alpi Fashion Magazine ha intervistato Davide Santandrea per parlare del film e dei suoi diversi risvolti che lo rendono diverso da tutte le altre pellicole del genere “horror vampires”. Addentrandosi nella narrazione è possibile tracciare il profilo completo di un autore che mette la sua creatività e il suo estro al servizio non solo di personaggi tratti dalla fantascienza, ma come nel caso del Diario della Bestia, di una realtà che effettivamente esiste, quella dei Real life vampires, solitamente sostituiti dai più conosciuti “vampiri cinematografici”, che invece sono soltanto il frutto di una immaginazione filmica, alimentata dai racconti biblici o da leggende metropolitane che li assurgono a “Principi del male”.

“Il Diario della Bestia” si preannuncia come la serie tv cult del genere Vampires. Può rivelarci qualche anteprima in merito alla trama?

Nella serie per la prima volta viene fatto vedere il vampiro non come un mostro sanguinario ma come una persona diversa per sua natura, che però ha dei principi di pace e di fratellanza. Non stiamo snaturando la figura del vampiro perchè la figura del vampiro legata al male così come per secoli ha descritto la chiesa e i vecchi testi di cacciatori di vampiri, non è mai esistita. E’ sempre esistito il real life vampires, da quando esiste l’uomo, odiato e discriminato perchè diverso, così come odiati e discriminati furono gli omosessuali, le streghe e talvolta anche le donne. Nella serie tv troviamo davvero un capovolgimento di chi è il bene e di chi è il male. I Real Life Vampires li troviamo a collaborare affianco della polizia di New York, cosa che è veramente successo perchè tanti degli episodi della serie tv sono fatti realmente successi e non fantasia cinematografica. Nella serie i nemici, il male, è l’odio e la discriminazione del diverso, è colui che vuole modificare il dna delle persone umane per realizzare dei super uomini, proprio come lo sono i real Life Vampires, cosa che realmente sta succedendo in Cina. Il nemico è colui che vorrebbe impiantare dei microchip sottocutanei alle persone umane con la scusa di un maggior controllo sanitario e di tante opportunità che questo può offrire, per detenere un maggiore controllo. E questa non è fantasia cinematografica è pura realtà. E’ un dato di fatto che anche Italia ci siano circa 10mila persone che si sono fatti installare questi microchip per motivi sanitari, finanziari rinunciando così completamente la propria privacy. Infine il nemico è anche la religione, come quella cattolica che discrimina ancora le coppie gay e i loro diritti, come il matrimonio gay, e tutto ciò che di diverso può esistere. Nella nostra serie il vampiro diventa il simbolo della diversità disprezzata e odiata di coloro che vogliono l’omologazione e la caduta di quelle specificità che ci rendono unici e diversi l’uno dall’altro.

Il genere “horror-vampires” sembra essere una delle tendenze più in voga del palinsesto televisivo e cinematografico internazionale. Cosa vedremo di diverso?

La nostra serie capovolge l’immagine del vampiro dal mito cinematografico del “mostro sanguinario” all’eroe sensibile e attento alle esigenze altrui del vampiro della porta accanto. Basti pensare che tratteremo anche l’argomento della lotta contro il bullismo giovanile e le adozioni da parte delle coppie gay, in questo caso vampiro-gay. Racconteremo la storia di due giovanissimi 15enni gay che spinti dal bullismo dei compagni di scuola e dall’odio verso gli omosessuali da parte dei loro genitori, ma legati dal loro amore e affetto che non vogliono spezzare in alcun modo, si spingeranno fino all’atroce gesto disperato del tentato suicidio. A salvare in extremis questi ragazzi è proprio la copia vampiro-gay protagonista della serie, Jacob e Steve del clan vampiro Darkblood di New York. Salveranno questi ragazzi e si rivolgeranno alla legge e alla giustizia per dare a questi due quindicenni gay un ambiente famigliare, accogliente e fraterno. Abbiamo durante l’incontro davanti al giudice i due estremi opposti: i genitori che rifiutano i figli perchè omosessuali e li ritengono una vergogna, un disonore e li ripudiano e la coppia vampiro -gay che li accetta con calore ed affetto umano. Anche questa immagine diventa un simbolo nelle battaglie per i riconoscimenti dei diritti umani, anche per le persone omosessuali di adottare bambini, perchè dove c’è l’amore e il rispetto non ci sarà mai alcuna sofferenza. La guerra tra bene e male sarà qualcosa di molto forte nella nostra serie tv. Ma la gente rimarrà colpita vedere che il male stavolta non sono i vampiri ma coloro che invece avrebbero dovuto dare messaggi di pace e di accoglienza che in realtà non hanno dato. I Vampiri si troveranno ad affrontare un cardinale e un colonnello che dirigono il “tavolo contro i diritti dei vampiri” che li voglio banditi dall’America.

I casting, stando alle informazioni riportate sul sito ufficiale, inizieranno a fine maggio e si svolgeranno a Torino, con 300 attori che hanno partecipato alla selezione. Qualche anticipazione sui nomi?

Il casting vero e proprio lo faremo a Torino. Dovevamo farlo a Rimini ma poi i locali riminesi ci hanno proposto dei prezzi esorbitanti, mentre Torino è stata più accogliente e comprensiva. La cosa che ci ha colpito è stata la larga partecipazione da parte degli attori. Più di 800 attori hanno chiesto di partecipare alla preselezione. E credetemi se vi dico che ci arrivano ancora richieste di partecipazione. Credo che la cosa si dovuta a due fattori: da una parte la necessità di lavorare in questo momento di crisi che sta vivendo l’Italia, dall’altra parte credo si sia compreso da parte degli attori il grande valore simbolico del messaggio di accoglienza, fratellanza e rispetto delle diversità che vogliamo dare con la serie tv. In tanti ci chiedono di essere ammessi, anche in piccolissime parti di pochi secondi come comparse pur di dire “ in quella serie io c’ero”. E questo, per me che sono l’autore della serie, è una grossa soddisfazione vedere che il mio messaggio di pace, amore, rispetto e fratellanza è stato così accolto e apprezzato. Abbiamo segnalato la serie come una serie horror e drammatica. Ma in realtà questa serie porta in se’ dei messaggi davvero così grandi ed importanti che più insegnare a ciascuno di noi. Gli attori che sono stati approvati e che andranno al casting sono 300 e tutti molto qualificati a ricoprire i ruoli dove realizzeranno i provini. Non mi sento di fare nomi, per il semplice motivo che non mi va di escludere nessuno e fare 300 nomi è una lista che non finisce più, ma credetemi sono attori molto validi, capaci, che hanno curriculum artistico di tutto rispetto. Sappiate che abbiamo aperto già i fans clubs, sapendo che molte facce giovanili sapranno strappare i cuori di tanti giovani in cerca di nuovi idoli. Ma questa volta proporremo degli idoli che sapranno colpire l’animo umano per le emozioni e i sentimenti che sapranno suscitare in questa serie tv.

Si inizierà a girare tra il prossimo settembre ed ottobre. In quante settimane si prevede la conclusione delle riprese? E soprattutto dove e quando sarà trasmessa la serie?

Stando a sentire quello che dice il mio carissimo amico torinese Max Ferro, che è il regista della serie tv, ci vorranno due mesi e forse qualcosa di più per girare tutte le parti che compongono i primi 12 episodi della 1à stagione. Ma poi c’è la fase del montaggio, la ricerca delle colonne sonore appropriate e in merito ricordo anche il concorso che abbiamo aperto per le band musicali, per realizzare il brano della sigla di testa e di coda della prima stagione. Partecipate numerosi al concorso musicale perché a scegliere il brano musicale per la sigla sarà il pubblico e la band che vince vedrà acquistarsi il brano dalla Produzione della serie ed essere citata nei titoli di coda. Una volta completato il pacchetto di tutta la prima stagione valuteremo le varie proposte. Ci sono i canali SKY, c’è Netflix, c’è Tim Vision, c’è il canale la NOVE di Radio TV Deejay che già in passato ha dato ampio spazio ai real Life Vampires. Poi chissà, magari per i messaggi simbolici che la serie riporta, potrebbe interessare pure a Mediaset o alla Rai. Ma non ho l’abitudine di puntare in alto, preferisco rimanere con i piedi per terra e partire dalle tv più accessibili. Poi ovviamente ci sono le tv americane, tedesche ed inglesi che sono molto curiose su questo progetto, proprio perchè per la prima volta viene mostrata la realtà, ovvero l’esistenza ufficiale dei Real Life Vampires e non la fantasia cinematografica vera e propria. Dietro i nomi dei personaggi della serie, interpretati dagli attori, ci sono nomi veri di real Life vampire esistenti, fatti reali e concreti.

Da scultore, artista e presepista molto conosciuto nell’area della Romagna ad appassionato di esoterismo ed arti divinatorie. Infine si è avvicinato al cinema grazie alla passione per Franco Zeffirelli. Ci racconta come si è evoluta la sua vena artistica tra sacro e profano?

Personalmente amo impegnarmi in moltissime cose. Ho lavorato per allestimenti religiosi che tuttora faccio, ho lavorato in passato per i grandi parchi di divertimento come Mirabilandia, Gardaland ed Eurodisney realizzando figure animatroniche. Chi conosce un po’ la mia storia sa che sono stato un allievo del famoso Carlo Rambaldi, recentemente scomparso, creatore di tanti personaggi animati come ET, King Kong, gli alieni di incontri ravvicinati del terzo tipo, i mostri di Aliens e tanti altri. Ho conosciuto di persona Stephen Spielberg quando Rambaldi lavorava per lui. Poi ho conosciuto di persona Zeffirelli di cui adoro il film su Francesco di Assisi, “Fratello sole e sorella Luna” e siamo diventati amici. La passione per i film horror e i triller è stato quando a Roma conobbi nel 1987 ( allora avevo solo 21 anni) il famoso regista Dario Argento. Ma non ho mai pubblicizzato queste cose tenendole riservate a me. Quando ancora Rambaldi aveva il suo laboratorio a Ferrara, prima del suo trasferimento definitivo ad Hollywood, passavo interi pomeriggi con lui nel veder nascere personaggi del cinema di fantascienza. Vidi nascere dal nulla il fantastico alieno E.T. che ha commosso gli animi di grandi e di piccini. E’ da lui che ho imparato concretamente a costruire personaggi animati con l’animatronica, sia per soggetti religiosi come i presepi meccanici (che ancora oggi allestisco, perchè pur avendo un credo diverso sono comunque un professionista rispettoso e molto ricercato sia in Italia che all’estero), sia per i parchi di divertimento. L’esoterismo, lo studio del paranormale, del spiritismo, della magia ho iniziato concretamente 20 anni fa. Dopo che ho assistito di persona a fenomeni paranormali che io ritengo ancora oggi fatti inspiegabili. Da allora si è acceso in me la “fiamma” della ricerca e dell’indagine. Cominciai a studiare tutte le religioni, dal Cristianesimo al buddismo, dal paganesimo alla wicca e all’enkismo. Non rinnego nulla dei miei culti del passato, neanche del cristianesimo perchè comunque mi hanno insegnato dei valori a cui sono legato ancora oggi. Ma ho capito che la mia strada non era nel cristianesimo e comunque dovevo continuare a ricercare. Da tutte le religioni che ho conosciuto e frequentato, ho preso i lati buoni, positivi, mettendo da parte i lati negativi. Sono arrivato così ad un’insieme di concetti e di credenze che sono diventate di fatto il mio credo e la mia religione, che poi ho trovato rispecchiarsi molto chiaramente nell’enkismo, ovvero l’antico culto sumero al Dio Enki, un culto non così lontano dal credo cristiano e non così lontano dal credo pagano.

Da dove ha origine la passione per un mondo che è apparentemente lontano dal Cristianesimo e quanto di questa sua inclinazione verso l’occulto ci sarà nel film?

La mia inclinazione verso l’esoterismo e più in particolare verso la magia, il paranormale, lo studio delle capacità extrasensoriali (chiamate ESP), le antiche ritualità pagane, la stregoneria, derivano dal fatto di conoscere e ricercare. Ovvero allargare i miei orizzonti del sapere. Sono stato cristiano e ho studiato anche teologia in quanto avrei dovuto anche diventare un sacerdote. Ma sentivo dentro di me che tutto ciò non bastava. Che non dovevo limitarmi solo a quello. Così compresi che il cristianesimo era un punto di partenza e non punto di arrivo. Quindi senza rinnegare nulla del mio passato, sono andato oltre. Ho cominciato a studiare culti antichi, religioni, indagini archeologiche. Chi è venuto a trovarmi è rimasto impressionato dalla quantità di libri che ho in casa, tutti su culti, religioni, paranormale, esoterismo, magia, ho passato nella mia vita a leggere e a studiare moltissimo. In parte questa mia ricerca verso la conoscenza e il sapere è presente nella serie tv, proprio in quella parte dove i real Life Vampires del clan americano “Darkblood” scoprono l’esistenza dei Real Vampires “spiritualisti” ovvero gli Asetians, quella corrente dedita agli antichi culti egiziani. Proprio in questa parte ho messo nella serie tv gran parte delle mie conoscenze esoteriche e delle mie ricerche, senza contare che l’antico culto egiziano, come il culto sumero al Dio Enki sono parti integranti del mio culto enkista. Sin da piccolo ho sempre provato il fascino verso l’egittologia, i faraoni e le piramidi e da allora non ho mai messo di studiarli.

Marianna Gianna Ferrenti

Di Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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